“Il collage è l’incontro di due realtà lontane su un piano estraneo a entrambe.”
Max Ernst
Cosa dicono di te?
Che sei disordinata/o e quindi sei un/un’artista.
Che vesti con molti colori ed è chiaro che sei un’artista.
Che vivi sulle nuvole e quindi sei per forza un/una artista.
Hai un carattere mutevole e poco conciliabile quindi sei un’artista.
Troppo semplice vero?
Michelangelo pare avesse un carattere burbero e al limite dell’impossibile.
Canaletto litigava con chiunque.
Caravaggio tirava fuori la spada per ogni inezia.
Per non parlare di Van Gogh, ipersensibile e profondamente turbato dalla vita.
Modigliani definito angelo e al tempo stesso diavolo.
Per le artiste inutile prolungarsi.
Pressocchè inesistenti per secoli nella storia ufficiale, avevano pessimi caratteri quasi d’ufficio.
Dovevano trovare spazio e tempo in mezzo a una vita oberata dal lavoro in casa e in famiglia: chiaramente ogni loro scelta era una sfida personale e quindi i caratteri erano inevitabilmente plasmati dalla lotta per la sopravvivenza.
Ma il carattere non ci fa artisti.
Nè ci rende più creativi.
Allora perché l’immaginario collettivo definisce la creatività in base a come ci vestiamo, come parliamo, come interagiamo con il mondo?
Potremmo dire che vestirsi e adornarsi di abiti e gioielli eccentrici ci rende agli occhi degli altri proiettati nel mondo della creatività.
Ma non sempre è così.
Giorgio Armani, vestiva quasi sempre nello stesso modo: t-shirt bianca e pantaloni neri o pullover nero o blu e pantaloni scuri.
Peggy Guggenheim, grande ispiratrice e compagna di artisti, indossava incredibili oggetti creati da altri. Mecenate dell’arte, grande sensibilità, ma non artista.
Basta osservare la gente per strada per trarre la conclusione che molte persone esprimono la loro creatività nel vestirsi, ma non sono artisti perché indossano determinati abiti.
Avere un pessimo carattere e vestirsi in maniera estrosa dunque, non fa di noi degli artisti.
Un altro luogo comune è pensare che il disordine sia un segnale determinante di creatività.
Lo studio di Francis Bacon era una stratificazione al limite della follia di colori, oggetti, disegni, cose trovate per strada, giornali, cibo: un caos incredibile.
Francis Bacon è stato un artista enorme.
Ma d’altro canto Matisse aveva uno studio molto ordinato. E anche Matisse è stato un artista enorme.
Diversi studi universitari hanno però decretato che avere una scrivania disordinata ci offre l’opportunità di essere creativi.
La scrivania di Einstein era un caos di appunti, libri e documenti.
Anche Roald Dahl era un notevole disordinato.
Ma ho una notizia da darvi:
essere disordinati non ci rende artisti o creativi. Può succedere ma anche no.
Indossare abiti eccentrici, avere un pessimo carattere ed essere disordinati, può anche ingannare chi ci guarda, ma non ci rende artisti.
Vivi sulle nuvole?
Sei sempre assorto nei tuoi pensieri?
Forse stai risolvendo i più intricati enigmi matematici o forse stai semplicemente vagando nelle galassie del vuoto di pensiero.
Non è conseguenziale stare sulle nuvole e quindi vagare nell’immaginazione.
Picasso, Monet, lo stesso Einstein, si concentravano in maniera diversa dalle persone comuni.
Quando siamo distratti, possiamo pensare che il cervello non vuole fare qualcosa, si sta annoiando.
Pare che più siamo distratti più il nostro cervello possiede una buona quantità di neuroni.
Ma potrebbe anche essere stress o stanchezza.
La creatività viaggia insieme alla distrazione. Ma non si può arrivare alla conclusione che sei creativo perché sei distratto.
Dunque indossare abiti eccentrici, avere un pessimo carattere, essere disordinati e distratti, possono farci creativi e artisti o forse no.
A questo punto ti chiedo: in cosa ti ritrovi? vesti in maniera strana? sei distratto/a? hai un pessimo carattere?
Quanto a me non indosso nulla di eccentrico, uso pochi colori, ho un pessimo carattere a detta di molti, sono ordinata, mi distraggo poco e non vivo sulle nuvole. Credo.
Ma quando sono in studio uso tutti i colori, divento amabile, disordinata e mi distraggo.
Sono un’artista? non lo so. E tu?
Intanto potresti indossare una nuova identità con un semplice esercizio che vedi qui sotto nel video.




